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La matematica non è un'opinione, il risultato della gestione del dissesto è positiva

“Per fortuna che la matematica non è un'opinione anche se qualcuno vuole discutere ancora di numeri. La realtà è ben altra e l’attuale maggioranza deve arrendersi davanti a quello che la commissione straordinaria di liquidazione ha sentenziato mettendo nero su bianco: il risultato della gestione del dissesto finanziario è un risultato positivo”. Replicano cosi i consiglieri di minoranza Giuseppe Schiboni, Monia Di Cosimo e Vincenzo Cerasoli alle cifre non contenute in nessun atto ufficiale del comune e sbandierate da Eugenio Saputo nella replica dell’altro giorno.

“I 44 mila euro di avanzo della gestione del dissesto sono un punto fermo – dicono ancora i consiglieri – che è destinato ad aumentare considerevolmente per effetto di oltre 1,5 milioni di euro di ICI e TARSU per ruoli emessi dalla commissione di liquidazione che si incasseranno probabilmente nei prossimi mesi, mentre non ci risulta che in una procedura di dissesto una commissione possa agire decidendo di escludere dei debiti se questi sono dovuti.

Ed in questo è chiaro l’allegato della commissione ministeriale che ha riportato al proprio interno il motivo per cui non si è proceduto al pagamento di oltre 3,9 milioni di euro. Si tratta infatti per lo più di duplicazione di istanze già presentate, incarico mai affidato dall’ente, importo non riferibile al Comune di San Felice Circeo anche importo già pagato o non spettante e così via. Ora ci chiediamo: quale amministratore pagherebbe un debito che è stato escluso con queste motivazioni?????? Queste somme non possono aggiungersi in alcun modo ai debiti riconosciuti dalla commissione – dicono ancora i consiglieri di opposizione. Se, come dichiarato dal Dr. Saputo il comune ha liquidato quelle somme, saremmo di fronte ad un illecito amministrativo penalmente rilevante di cui ci riserviamo la segnalazione agli organi competenti in quanto non erano crediti certi ed esigibili da parte degli interessati.

Il Dr. Saputo dichiara poi che vanno aggiunti alla massa debitoria ulteriori € 2.377.037,00 che sono stati “DISTRATTI”. “Parlare di distrazione di somme si è a rischio di querela – dicono ancora i consiglieri - NESSUNA SOMMA E’ STATA MAI DISTRATTA dalle casse comunali e la dimostrazione lampante è contenuta nella disponibilità di risorse di somme vincolate (le somme incassate per le conciliazioni) che ha permesso la costruzione del campo di calcio di Mezzomonte”.

Altra considerazione Schiboni, Di Cosimo e Cerasoli la rivolgono alla cifra € 1.107.196,00 (disavanzo 2011) sempre indicata da Saputo come somma relativa alla massa passiva dell’ente. “E’ assurdo che Eugenio Saputo cerchi ancora di tirare fuori un disavanzo frutto solo di artifici contabili – dicono i tre consiglieri di opposizione – Hanno cancellato i crediti dell’anno 2011 per poi riaccertali nel corso del 2012. Questo artificio contabile è stato già da noi denunciato, tanto che l’irruzione dei carabinieri nell’ufficio ragioneria a seguito del nostro esposto ha portato alla luce la presenza di personale estraneo all’Ente che lavorava sui dati del Comune. Il tutto è frutto di una indagine avviata dalla magistratura e dalla quale si è in attesa di risultati. Ci preme poi sottolineare che il 30 dicembre 2012 (otto giorni dopo la dichiarazione di dissesto) il risultato del Comune nella gestione finanziaria portava a determinare un avanzo di amministrazione di 1,8 milioni di euro che avrebbe in qualche modo compensato il disavanzo degli anni precedenti.

E’ utile quindi ricordare a tutti e soprattutto al vice sindaco Saputo – concludono i consiglieri comunali - che dopo quattro anni di lavoro della commissione ministeriale l’unico risultato vero e ufficiale è il saldo positivo di 44 mila euro dopo la liquidazione di TUTTI i crediti e TUTTI i debiti esistenti al 22/12/2012. Avanzo che, come indicato dalla commissione ministeriale e come già ampiamente ricordato che se fossero riscossi tutti i crediti richiesti (1,5 milioni di euro) il saldo positivo potrebbe raggiungere l’incredibile cifra di un milione di euro”.

 

 

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